Patrizia Valduga
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Donna di Dolori [Auszug] (Allemand)
Donna di dolori [estratto]
Oh non così! io qui uno sgocciolio? una lumaca che si squaglia... io? col cuore che si scioglie, che mi sciacqua le viscere, le cosce... tutta in acqua... E se continua, e come dubitarne?, a poco a poco anche questa carne si scava la sua via, se ne va via. Oh, non ancora, no no, non la mia, non ancora, ho tempo, dicevo, ho tempo. Ma quale tempo, osso affamato, il tempo del cane! Ecco, tutto mi è trascorso, in anni e anni e anni a dar di morso, in rodermi il cervello a scorza a scorza. A forza ferma, senza un po’ di forza, delle viscere mie le gambe vesto. Ma non è questo, non è neanche questo, forse non ho più gambe, non ho braccia... Allora senza testa? senza faccia? e che mi resta? non mi resta niente? Mi resta la mente. Insperatamente la mente resta. E non la mente sola. E quell’altro rigagnolo che scola è di me anche quello? è già il cervello? Io qui come una bestia da macello scuoiata, squartata, appesa a scolare, come potrei ancora camminare se la porta è inchiodata? Ah per pietà, perché non mi si veda, che chissà, può venire un collasso a chi mi guarda. Non ne so niente io, non mi riguarda, ma i miei occhi, oh i miei occhi, le cose che hanno visto i miei occhi, oh se paurose! Poi il buio, e la porta s’interpose.



